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L´Avaro di Moliére, come è noto, è ritenuta una delle commedie più efficaci del repertorio classico, da sempre rappresentata e dialetticamente interpretata dai nomi più illustri della storia del Teatro, a cominciare dall´autore stesso, anche se la vera fortuna dell´opera fu decretata dopo la sua morte.
Il testo appare straordinariamente efficace, non solo da un punto di vista squisitamente letterario ma soprattutto in funzione della vitalità che caratterizza sulla scena ciascun personaggio ed il linguaggio, oltre al gesto, assume in questo contesto una valenza imprescindibile al punto che certe scelte appaiono inevitabili perché assolutamente funzionali alla plasticità dei personaggi.
Le figure per cosí dire "minori", mutuate dalla Commedia dell´arte, esprimono caratteri meglio definiti ma con una prospettiva piú ampia, ancorché delineati nello spazio di poche battute.
L´Avaro deve la sua universalità soprattutto a questa felice alchimia del testo nel quale mirabilmente si alternano scambi di battute veloci, dal ritmo scoppiettante, a momenti di distensione che offrono uno spazio piú ampio alla riflessione, delineando così una tra le opere in cui Moliére, rifacendosi alla tradizione piú antica della commedia, intende denunciare i visi di un'umanità che appare sempre uguale a se stessa sia pur nel mutare dei costumi, dei luoghi e del tempo.
Moliére sorride e ci fa sorridere mostrandoci gli aspetti grotteschi di uno dei vizi piú comuni nell´uomo: l´avarizia.
Arpagone, ovvero l´avaro per antonomasia, prigioniero di se stesso e della sua ossessione per il denaro, è avulso dalla realtà perché non riconosce tutti quei sentimenti che appartengono ai comuni esseri umani ma non a lui al punto che, anche le sue paradossali esplosioni di rabbia, dettate da una spasmodica ansia di proteggere il suo denaro, lo rendono goffo e improbabile, oltre i limiti del parossismo.
L´adattamento dell´opera voluto dalla Regia è stato concepito nel rispetto del testo originale e, pertanto, si è voluto proporre una traduzione quanto piú possibilmente fedele ed attenta alle espressioni del linguaggio di Moliére.
Anche le scene ed i costumi sono stati ideati e realizzati in funzione di un´ambientazione altrettanto rispettosa dello stile della sua epoca.
L´Avaro ha partecipato nel 2005 alla rassegna
"Tuttinscena" al Teatro Della Cometa vincendo
il premio come MIGLIOR SPETTACOLO.
GUARDA
IL TRUCCO DI SCENA DELLO SPETTACOLO
(in ordine di apparizione)
ARPAGONE Paolo Ferrarelli
STOCCAFISSO Alfredo Oppio
ELISA Emma Felicissimo
VALERIO Peppuccio Mazzullo
CLEANTE Giampiero Zappacosta
FRECCIA Cristian Camponeschi
MASTRO SIMONE Massimo Morandini
FROSINA Marina Mercuri
MASTRO GIACOMO Sandro Lucarelli
MARIANA Valeria Amato
COMMISSARIO Alfredo Oppio
ANSELMO Giampaolo Soldano
Riduzione, adattamento e regia
Paolo Ferrarelli
Traduzione e aiuto regia
Marina Mercuri
Scenografie
Paolo Ferrarelli
Costumi
Giorgia Andreatta - Silvia Fantini - Annamaria Fischietti
Trucco
Barbara Mercuri
Fotografia di scena
Gianfranco Papa
Fotografia del trucco di scena
Luigi Di Bernardino
Elaborazione grafica e direzione di scena
Valeria Amato
Ufficio stampa e direzione di sala
Rita Ferranti - Federica Fracassi - Maria Paola Rinaldi
Assistenza tecnica, luci e suoni
Marco Primavera - Diego Fattorossi