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Con divertita ironia, l’Autore smaschera il potere di una classe dirigente che si rappresenta anche attraverso le ampollose formalità di un inutile riconoscimento fine a se stesso, in netto contrasto con una realtà popolare che è costretta a fare i conti con le sue miserie e le sue quotidiane frustrazioni. Figure assortite e diverse della società russa dell’ epoca e non solo: un Direttore di banca che ripete le sue massime sulle quali ha poggiato la sua esistenza di Dirigente; uno scrivano, realtà popolare del lavoratore indefesso e infastidito da tutto; due donne, una frivola e signorile, l’altra popolare e intrigante, che importunano e disturbano lo svolgersi dei preparativi per la celebrazione.
Uno splendido intreccio si anima in un crescendo di frizzanti colpi di
scena, in contrapposizione alla seria realtà di un ufficio, fatto
di scaffali, polvere e tanto lavoro.